giovedì 16 maggio 2013

New York Cheesecake

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A real Cheese Cake

Un paio di fette le avevo "fatte fuori" a New York, dopo la pausa pranzo in un tranquillo giardino fra i grattacieli di Manhattan. Non che mi abbia folgorato come dessert, ma la sua semplicitá e freschezza mi é piaciuta davvero. Inoltre é veloce e semplice da fare, che anche con poco tempo a disposizione si riesce a presentare una torta senza guai in vista o rischio di flop.
Ma non avendo il formaggio giusto non mi sono mai cimentata a ripeterla. È vero che in alternativa esistono prodotti similari tipo Philadelfia (che non amo per niente) e quark (che trovo troppo "acquoso" e privo di gusto. Viene usato per la Käsesahne in Germania)la ricotta va bene per una torta italiana (magari anche con l'uvetta) cosí ho preferito aspettare che il vero formaggio per la cheese-cake arrivasse anche qui.

Oltre al formaggio Elle & Vire Original American Cream Cheese, fortuna delle fortune, ho potuto avvalermi anche della ricetta e dei consigli di Ludovic Chesnay Pastry Chef e consulente internazionale.
Qui sotto la sua ricetta:

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A piacere decorare con frutta fresca, gelatina di frutta, cioccolato bianco
 
P.S.La base puó essere realizzata anche con Petit Beurre, Sablé Bretons, Crackers salati o TUC, nel caso vengano usati gli ultimi due aumentare di circa 6 gr. la quantitá dello zucchero indicato nella ricetta.

venerdì 10 maggio 2013

Zuppa di crescione e peperone candito


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Non é difficile coltivare il crescione in casa. 
Bastano poche cose: una vaschetta piatta e liscia, della carta cucina imbevuta d'acqua e i semini da versare sopra. 
Basta trovare i semi....nei vivai qui se chiedi le bustine di crescione ti guardano storto come a dire: ma questa cosa vuole?...
Cosí se voglio rinfrescare una lezione di scienze come dal vecchio testo "Osserva,sperimenta,impara" devo migrare un pó piú a nord, diciamo Bolzano e dintorni dove gli introvabili semi li comperi anche al supermercato.
Ma al mercato peró il crescione occupa le cassette sui banchi e la tentazione di portarne a casa una bella quantitá mi assale in modo compulsivo. Le mani del verduraio affondano come nell'ovatta e "ad occhio" ti riempie un sacchettone soffice pieno di foglioline tenere e delicate. E cosí si rientra a casa piú sorridenti:))  

ZUPPA DI CRESCIONE E PEPERONE CANDITO

300 gr. di crescione
olio extra vergine di oliva
brodo vegetale
1 scalogno
sale, pepe
olio al crescione
peperone candito (lo stesso procedimento delle arance:qui la ricetta)

x il brodo vegetale
1 carota
1 gambo di sedano
1 cipolla bianca
1/4 di finocchio
1 cucchiaino di salsa di soia
1/2 bicchiere di vino bianco
1 pizzico di zucchero
2 cucchiai di sale marino grosso
4 grani di pepe nero
acqua ghiacciata

Sistemare tutti gli ingredienti in una pentola alta. Cuocere un'ora a fuoco dolce. Filtrare.

x l'olio al crescione
50 gr. di crescione
olio extra vergine di oliva

Lavare e asciugare bene il crescione e frullarlo versando a filo l'olio. Passare al colino e conservare in una bottiglietta di vetro con tappo ermetico.

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Preparazione della zuppa

In una pentola soffriggere lo scalogno in olio extra vergine di oliva. Aggiungere il crescione precedentemente lavato e asciugato e far stufare circa 10 minuti a fuoco dolce. Frullare e ridurre a crema il tutto. Passare al colino fine e riporre sul fuoco versando del brodo vegetale. Cuocere ancora 10 minuti fino a raggiungere la densitá desiderata. Correggere di sale e pepe e cmpletare con un giro di olio al crescione e pezzetti di peperone candito.

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È buono nell'insalata, le foglie sono belle come decorazione e ottime sia per preparare l'olio aromatico che una zuppa.
Le proprietá, note fin dall'antichitá, grazie all'ampio raggio di vitamine (gruppo A-C-B1-B12) e ferro che contiene, svolge un'azione tonica e dietetica, é utile per l'apparato respiratorio (blocca la proliferazione di germi e batteri) e previene il raffreddore, utile per chi soffre di reumatismi e rinforza il cuoio capelluto. 

lunedì 6 maggio 2013

Risi e Bisi: la minestra del Doge

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Da pochi giorni è scattata l’ora X dei Risi e Bisi (riso e piselli).
Lasciamo perdere l’idea che questa minestra si possa preparare tutto l’anno. Volendo si può fare con piselli surgelati (non oso pensare con quelli in scatola) e dado vegetale pronto. Ma se oggi vi fosse ancora il doge a governare la Serenissima Repubblica, ne sarebbe soddisfatto?

Lo starter storico, come in una gara sportiva, avveniva il 25 aprile, giorno dedicato a San Marco, dove il Doge aveva il privilegio di consumare per primo questo primo piatto.
Dall’ Archivio di Stato dei Frari sono raccolti “i fogli” dei banchetti di stato (nella cancelleria inferiore periodo 1732-1798) dove vengono descritti i banchetti ufficiali, e proprio il 25 aprile erano previsti: 13 piatti di riso e altrettanti di “bisi”.

Gli ingredienti sono quelli, non è chiaro se venissero consumati separati, o se ogni commensale mescolasse nel suo piatto i due elementi. La quantità è essa stessa leggenda: il piatto quel giorno era particolarmente ricco e contava per ogni chicco di riso un pisello.
Privilegio sulla carta, in realtà, perché qui vigeva una liberalità repubblicana dove le primizie degli orti, ma anche ostriche, molluschi, anatre e altro ancora erano disponibili per tutti nei mercati, e non erano prerogativa esclusiva delle corti, dei palazzi e dei monasteri come al contrario avveniva in altre aree della pianura padana.







I piselli verdi, freschi e dolci, allora come ora, venivano raccolti nelle isole-orto lagunari (Sant’Erasmo, Le Vignole, Mazzorbo, Torcello) fonti ineguagliabili delle primizie più saporite e tenere, complice il “salmastro” di una vita anfibia, l’acqua alta che ricopre i terreni più volte durante l’anno rilascia note saline difficilmente riconoscibili altrove.

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 I piselli dovranno essere teneri, come teneri saranno i baccelli necessari per la preparazione del brodo vegetale che servirà per cuocere il riso, lasciamo perdere i surgelati allora, anche perché poi i baccelli dove li troviamo a dicembre?
Mi piace l’idea che la ricca serenissima repubblica si comportasse in modo eco-sostenibile in tempi non sospetti.





Piselli 




E finalmente la ricetta:

RISI E BISI
X 4 persone

300gr. di riso vialone nano
1 kg di piselli freschi
1 piccola cipolla
3 cucchiai di parmigiano grattugiato
1 cucchiaio di prezzemolo tritato
1L. di brodo leggero (vegetale o di pollo)
Un pezzetto di burro
Sale e pepe

Prima di iniziare la cottura del riso, cuocere abbastanza a lungo circa 20 bacelli in un pentolino con del brodo. Quando saranno morbidissimi, frullarli ed aggiungerli al restante brodo necessario per la preparazione dei risi e bisi.
In una casseruola stufare la cipolla tritata finemente con un mestolo di brodo. Aggiungere i piselli sgranati, un po’ di prezzemolo, salarli, bagnarli con due mestoli di brodo caldo e farli cuocere. Quando saranno morbidi unire il restante brodo caldo ed appena raggiungerà l’ebollizione calare il riso, e mescolando di tanto in tanto portare a cottura.
I RISI E BISI non devono essere troppo asciutti come un risotto, ma nemmeno troppo brodosi come una minestra.
A fine cottura insaporire con il parmigiano, il burro, pepe e il restante prezzemolo tritato.
Servire dopo averli lasciati riposare per qualche secondo.


risi e bisi

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