giovedì 28 agosto 2014

Fichi, miele, caprino e prosciutto:il primo antipasto del rientro.
























Che l'estate non sia ancora finita non ci crede nessuno. Eh già, forse perchè non è mai cominciata veramente, almeno qui, tra temporali, grandinate, repentini crolli di temperature, nuvoloni a grappoli, ci siamo convinti di avere fermato il calendario tra marzo e aprile e che l'estate sia dietro l'angolo pronta a spuntare a sorpresa. 
Si avvererà tutto questo? 
Caldo vero, mare blu profondo, piacere di cenare all'aperto ci sono stati durante una breve vacanza (una settimana in costa azzurra è tutto quello che gli impegni di lavoro mi possono concedere) dove sono riuscita a concentrare una stagione non-stagione: abiti leggeri, scorpacciate di anguria, calici sotto le stelle.
Al rientro ritrovi l'orto distrutto (troppe pioggie e quindi addio a pomodori e meloni), e un vento che non promette niente di buono, ma qualche frutto ancora c'è: mele e pere ancora da maturare (ce la faranno?) e i fichi, almeno quelli si lasciano cogliere e trasformarli in un antipasto semplice è un attimo.

FICHI CON CAPRINO, PROSCIUTTO CRUDO E MIELE
per 4 persone

4 fichi maturi
12 fette di prosciutto crudo
100 gr. di formaggio caprino fresco
pepe nero
fior di sale
timo-limone
miele al timo  ( linea quintessenza  Mieli Thun )

Condire il caprino con sale, pepe e foglioline di timo-limone.
Tagliare i fichi a fette regolari e sistemare sulla superficie il prosciutto crudo avvolto ad anello. Al centro del prosciutto posizionare una pallina di formaggio caprino aromatizzato. Alla fine irrorare con il miele al timo.




Un grande prodotto il miele eppure troppo spesso maltrattato o addirittura ignorato. E' una meraviglia della natura che può costantemente far parte della nostra vita, ogni giorno, dalla colazione del mattino fino alla cena, riesce ad aggiungere carattere e finezza ad ogni preparazione sia dolce che salata.


giovedì 7 agosto 2014

Cherry Martini (con vodka alle ciliegie home made)
























Non sono diventata alcolista nè sto studiando per diventare barman. 
Mi diverto, pasticcio, svuoto fondi di bottiglie dimenticate. E' successo anche con una vodka russa che conservavo nella sua bottiglia sottile e con le scritte in cirillico. 
Cimelio ormai. In purezza non la beve nessuno.
In genere preparo cose leggere a base frutta e/o solo con una spruzzata di vermouth o gin per l'aperitivo o per una serata in compagnia. Più bibite che altro.
Per fare dei cocktail corretti e calibrati serve esperienza e maestria. Ma l'arte mi affascina e  in giro per il mondo ordino volentieri un Cosmopolitan o un White Lady. 
A Manhattan ho scoperto che il classico Martini si prepara con la vodka (inutile ortinarlo con il gin, non lo fanno) che i coktails costano meno che in Italia e che sono ben fatti (cosa non strana dato che in America li consumano spesso e volentieri).
Un periodico americano (The Balance) nel 1806 dava questa definizione: "Cocktail è il liquore stimolante composto di più spiriti di varie qualità che, congiunti con amari ed essenze, realizza una bevanda eccezionale." In francia il Nouveau Petit Larousse cita: "mélange de boissons alcooliques, de sirop et de glace" essenziale il testo, forse a differenza degli americani ne bevono meno.

Questa è la mia versione, dove il grado alcolico c'é tutto!

CHERRY MARTINI (variante del cocktail Martini)

8/10 vodka
2/10 Martini dry
10 ciliegie
ghiaccio

Denocciolare le ciliegie, tagliarle a fettine e coprirle con la vodka. Lasciare in infusione per 3-4 ore.
Poi filtrare e tenere da parte la vodka colorata di rosso.
Versare il martini dry nello shaker insieme a 3/4 cubetti di ghiaccio e mescolare con un cucchiaio o un'asticella da cocktail, poi posizionare il passino ed eliminare il liquido ottenuto. A questo punto resterà solo l'aroma del vermouth, versare la vodka, chiudere e shakerare bene.
Versare su coppa martini ben ghiacciata.

lunedì 28 luglio 2014

Spaghetti con fegati di seppia e colatura di alici
























Questo piatto entra di diritto nella categoria "no allo spreco".
Non è una ricetta con avanzi, ma con parti edibili che di solito vengono gettate via, almeno nella cucina di casa questo succede. 
Ma dalla seppia si ricavano tante "chicche" e non solo la sua carne bianca, a tratti perlacea, ma anche il sacchetto del nero (che fresco non ha niente a che spartire con le tristi bustine) le uova (bollite, condite semplicemente e consumate come antipasto o in insalata) gli occhi riservano anche una sorpresa: un inchiostro viola per un insolito risotto dal colore diverso) e il fegato (racchiuso in un sacchetto sottile come un velo) che per i puristi delle seppie con il nero è ingrediente fondamentale per un gusto più deciso, e se lo possiamo utilizzare lì perchè non anche in un piatto di spaghetti?

Fondamentale sarà acquistare le seppie fresche e intere (quelle nel reparto congelati dei supermercati, già pulite, lavate e private di tutto, non le chiamerei nemmeno seppie, che gusto hanno?) e per chi non fosse proprio esperto chiederei al pesciventolo di pulirle (togliere la membrana esterna) e di  riservare in un sacchetto a parte le interiora. 
A casa possiamo preparare le seppie come meglio piace (al nero, al sugo, in bianco con piselli ecc) e con il fegato condire degli spaghetti in modo molto veloce. Vediamo come:

SPAGHETTI CON FEGATI DI SEPPIA E COLATURA DI ALICI DI CETARA

per 4 persone


INGREDIENTI
320 gr. spaghetti
2 fegati di seppia
2 cucchiai di colatura di alici di Cetara
2 spicchi d’aglio
1 peperoncino
4 cucchiai di pane grattugiato
Buccia di limone
Olio extra vergine di oliva
Pepe, sale



 PROCEDIMENTO
Tostare in una padella antiaderente il pangrattato. Quando sarà di colore nocciola scuro, aggiungere un cucchiaino d’olio, sale, pepe. Tenere da parte.
In una padella rosolare nell’olio 2 spicchi d’aglio schiacciati, poi aggiungere 1 peperoncino spezzettato, cuocere 1 minuto, eliminare l’aglio e spegnere il fuoco.
Aprire le seppie ed estrarre i fegati, rompere delicatamente la membrana che li avvolge e riunire il contenuto nella padella con l’olio ancora caldo. Versare 2/3 cucchiai di colatura di alici.






Cuocere al dente gli spaghetti, scolarli e versarli nella padella. Mescolare per amalgamare il tutto.
Completare con la buccia di limone grattugiata e il pangrattato croccante.


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