L'eterno dubbio: nel frigorifero o fuori?


Quella di ritrovarsi in mezzo alla cucina con del cibo in mano senza sapere se metterlo nel frigo o tra gli scaffali della dispensa è una situazione abbastanza tipica, soprattutto nel caso di convivenza tra più persone.
Su alcuni alimenti, infatti, ognuno ha le proprie opinioni: qualcuno potrebbe infatti impazzire nel vedere il proprio coinquilino mettere delle banane in frigo, mentre altri potrebbero rifiutarsi di mangiare del burro conservato a temperatura ambiente.
Chi ha ragione, e chi ha torto?

Il dubbio è sempre lo stesso: dentro o fuori dal frigorifero?

Il fatto è che in molti casi, non si tratta solamente di opinioni.
La maggior parte degli alimenti ha un unico possibile metodo di conservazione, indicato persino sulla sua confezione. Fare il contrario potrebbe rovinare il sapore di un determinato cibo, oppure, nei casi peggiori, procurarci una fastidiosa o persino pericolosa intossicazione alimentare.
Quali sono dunque le regole da seguire per decidere cosa mettere o meno nel frigorifero?

La prima regola da seguire è anche la più semplice, e può evitare molti dubbi: una volta arrivati a casa dal supermercato con le borse straripanti di cibo, la decisione generale sul cosa riporre nel frigorifero e cosa mettere nella dispensa si deve poggiare su un primo fondamentale cardine: tutto quello che abbiamo pescato dal banco frigo alimentari del negozio deve finire dritto dritto nel nostro frigorifero nel miror tempo possibile.
In questo modo, gran parte del problema è risolto già all'inizio: nella stragrande maggioranza dei casi, infatti, possiamo limitarci a replicare la disposizione del supermercato.

Purtroppo, però, la faccenda non è sempre così semplice. A grandi linee, però, si può dire che la carne fresca, il pesce, i latticini (ma non il latte UHT) e tutti i preparati freschi vanno messi nel frigorifero.
Su questo, insomma, non ci piove. I problemi sorgono invece per tutti i prodotti diversi da quelli qui sopra elencati: in molti casi sulla loro confezione è possibile trovare anche un'indicazione, vicino alla data di scadenza, sulla modalità di conservazione più adatta.
Non è però sempre così.
Per cancellare ogni dubbio, dunque, bisogna imparare a memoria queste regole - la spiegazione di ognuna, del resto, ce la farà sembrare molto più sensate, e quindi più semplici da ricordare.

Frutta: partiamo dal più difficile. Ci sono infatti frutti che vanno a temperatura ambiente, altri che vanno in frigorifero, ed altri ancora che vanno un pò fuori e un pò dentro. 
Le mele, ad esempio, possono benissimo essere semplicemente conservate nella dispensa, ma se sono estremamente mature, il frigorifero può ritrdare di qualche giorno la loro disfatta. Il discorso per le pere è abbastanza simile: queste possono essere tenute fuori dal frigorifero per alcuni giorni, così da completare il processo di maturzione, per poi essere trasferite in frigorifero in attesa di essere consumate. Discorso completamente diverso, invece, per l'uva e le ciliegie: il frigorifero in questo caso è perfetto per rallentare la fermentazione degli zuccheri.
Il discorso si complica ancora di più quando si parla di frutta esotica, ovvero di quella abituata a climi tropicali, niente di più lontano dal nostro frigorifero. Nel caso del cocco, del mando e dell'ananas, dunque, il consiglio è di riporli in frigorifero solamente una volta iniziati, o altrimenti quando la maturazione è del tutto completa.
Questa regola però non vale per la papaya, frutto che tende a perdere sapore in pochissimi giorni: il frigorifero può ritardare questo processo. 

La banana. Questo frutto merita un discorso a sé stante: quanti dubbi, quanti errori, e soprattutto quanti litigi per banane rovinate da una conservazione sbagliata. Il problema è che davvero tutti la pensano in modo diverso, e anche i consigli degli esperti sono contrastanti. Nella maggior parte dei casi, comunque, sono tutti concordi nel tenerle a temperatura ambiente, magari vicino ad una mela, per affrettarne la maturazione: se invece si vuole ritardarla, sarà sufficiente avvolgere il loro stelo con un pò di pellicola. Il frigorifero, nel caso delle banane, va dunque usato solamente come ultima ratio, nel momento in cui la buccia sta diventando scura: le basse temperature consentiranno di mantenerle buone per un giorno o due, non di più.
Verdura. Anche qui, come per la frutta, le opzioni cambiano a seconda del vegetale. I pomodori possono benissimo restare a temperatura ambiente, anche se in molti non lo sanno o continuano a far finta di non saperlo. Stesso discorso per le patate, mai nel frigorifero, e mai alla luce, e anche per le cipolle e per l'aglio: il loro posto perfetto è la dispensa.
In frigorifero, invece, vanno i broccoli e i cavolfiori, a patto che siano ben asciutti.
Burro. Diversamente dagli altri latticini, il burro può benissimo essere conservato in una fresca dispensa, almeno fino a quando la confezione viene aperta. Da quel momento in poi, il burro va inserito in frigorifero, preferibilmente nella parte in cui la temperatura non è troppo bassa (ovvero,tendenzialmente, in alto)
Conserve e marmellate: tutti questi prodotti in vaso vanno tenuti  temperatura ambiente, meglio se non esposti alla luce. Una volta aperti, invece, vanno conservati in frigorifero, e devono essere consumati prima del periodo indicato sulla confezione, breve per le conserve, lunghissimo per le marmellate.
Articolo scritto in collaborazione con Freccia Inox

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