Il blog langue: pensieri sparsi






Non sto aggiornando questo diario da tempo. Gli appunti, le bozze, i post di prova sono tanti e aspettano in coda come soldatini in attesa  di veder la luce prima o poi.
Ma complice un'estate all'insegna di nuovi contratti di lavoro e questo blog in stallo, mi portano a delle riflessioni.
I social network nel tempo si sono moltiplicati, e spesso, per maggiore immediatezza cucino, scatto e pubblico su Instagram, raccolgo foto e cose mi piacciono su Pinterest, creo storie con Steller, Facebook e Twitter sono veloci e bastano pochi secondi per condividere alcuni momenti della giornata. 
E il blog? non è diventato noioso pubblicare un post, richiede solo più attenzione. 

Come valvola di sfogo, opportunità di relazione con persone che condividono la tua stessa passione (la cucina) minuziosa raccolta di ricette, diario di viaggi e di incontri, il blog oltre che per tutto questo, per molti è stato anche una vetrina per nuove proposte lavorative o esperienze, non nego che lo sia stato anche per me, anche se dal punto di vista professionale il blog non è stato una scuola, non mi ha garantito nessun attestato o diploma (il percorso è stato un altro) .
Insomma, alla fine o  lo coccoli a dovere, o si perde nell'intergalassia stellare a milioni di anni luce dalla vita reale.
In pratica devo organizzare il tempo, e lasciare dello spazio temporale a queste pagine, arricchirle e riempirle di foto e testi, ritrovare un antico entusiasmo e stimoli nuovi.

Anni fa ricordo, che il blog era terreno di sperimentazioni, nuove tecniche, nuovi ingredienti (anche se a volte certe ricette "cozzavano" con una realtà culinaria più basic) ho sempre odiato, in tutti i campi fare le stesse cose, non essere curiosi, non voler osare e tentare: la cucina è una fabbrica ricca di strumenti che mi permettono di ricreare sensazioni nuove e idee diverse. Perchè non farlo? perchè la rete dice che un muffin o un'insalata riceverebbero più visite?
E' elitario pubblicare piatti con frattaglie, con pesce e crostacei, erbe selvatiche, o pasticceria tecnica? mah

 


















Per fortuna i corsi, gli studi e gli approfondimenti (ed aver lavorato in ristoranti, gelaterie ecc) mi permettono di muovermi su altri terreni, a collaborare in un team volto alla ricerca e all'innovazione nel settore gastronomico, ad entrare nelle cucine e nei laboratori e lavorare gomito a gomito con cuochi e pasticceri, studiare soluzioni di successo per la ristorazione e la pasticceria. E' un bel lavoro ma anche una bella sfida perchè avere credibilità passa attraverso la professionalità e la sedimentazione delle esperienze, esperienze "sul campo" intendo, perchè potrai fare il pane più fragrante, il dolce più buono o la pizza più golosa: a casa, altro è confrontarsi con attrezzature, macchinari, produzione, calcolo tempi e costi in un laboratorio o in un ristorante.





















E' una promessa che faccio a me stessa: dedicherò più tempo a questo blog, cercherò di condividere più cose di questo lavoro che mi coinvolge così tanto, e piuttosto che lasciare così a lungo queste pagine bianche pubblicherò anche una ricetta di muffin ( nel blog non ce ne sono, sarebbe una novità)

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2 commenti

  1. Ci sei mancata, questo e' certo :))

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  2. Mis más sinceras felicitaciones por su sitio! Me ayudó mucho y disfrutado, sobre todo que todas sus acciones son interesantes. Larga vida a su sitio. Por encima de todo, nunca darse por vencido; tu blog es realmente en la cima!

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